Altra Maxicava in Valledora. Dov'è la riqualificazione del territorio?

Apprendiamo da alcuni giornali nazionali e locali la decisione della Provincia di Biella di concedere la compatibilità ambientale, concessione ventennale di 4 milioni a favore della ditta Edilcave controllata dal gruppo Bettoni Spa di Tarcisio Bettoni, che come riportano i giornali è stato "condannato definitivamente per attività di gestione di rifiuti non autorizzata". Non dimentichiamo che dal 2010 il Piano Territoriale Provinciale prevede per queste zone un’azione di riqualificazione.
Ora come cittadini ci chiediamo: sono queste le azioni di riqualificazione?Il territorio del basso Biellese (in particolare l’area della Valledora) quanto ancora dovranno subire?
Ricordiamo che nel 2013 nella zona erano presenti 4 discariche attive per rifiuti urbani, industriali ed inerti per un totale di circa 3.400.000 mc, 2 discariche esaurite, di cui una che sta rilasciando percolato nel suolo, numerose cave che si estendono per un totale di circa 25.000.000 mc fra Cavaglià, Alice Castello, Santhià e Tronzano Vercellese dove dall’alto è possibile vedere una striscia di oltre 3 chilometri ininterrotti di cave e discariche.
I danni causati da cave e cementifici, in un paese sempre più sfruttato e sempre più popolato, colpiscono l’aria, l’acqua, la terra, la biodiversità, la salute e la qualità della vita di chi vi abita vicino e causano ferite non rimarginabili al nostro paesaggio: se è possibile abbattere un ecomostro non è possibile ricomporre un ecosistema, che impiega milioni di anni a formarsi e pochi decenni a sparire sotto i colpi della foga estrattiva.
Nonostante l’eufemismo per cui si parla di “coltivazione” delle cave (neanche fossero campi da seminare di anno in anno) la roccia mangiata non torna mai più, e con essa il patrimonio che si trovava sopra e sotto.
Non ultimo ci troviamo dopo anni a dover constare che nei nostri paesi “cave” sia un termine che sottintende inevitabilmente discarica.
Ci chiediamo con quale criterio il Pres. Ramella Pralungo abbia avvallato questa decisione: forse non ha tenuto conto delle condizioni ambientali in cui si trova la zona? Come è possibile concedere una concessione ad una ditta che in un’altra cava, sempre in zona, passati già 7 anni non ha ancora fatto il ripristino ambientale previsto dagli accordi?
Come Movimento 5 Stelle Biella con l’aiuto dei nostri Consiglieri regionali e i nostri Deputati ribadiamo la scelta di schierarci con i cittadini e con l'ambiente e ci adopereremo in tutti i modi per fermare questa politica scellerata.

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