L’incredibile leggerezza della Favero

Dopo l'infelice uscita di qualche tempo fa sulle droghe leggere (stiamo tra l'altro aspettando con ansia un incontro pubblico con la Senatrice sull'argomento, ma preferisce prima aspettare di sapere cosa ne pensa il suo partito), la Sig.ra Favero torna alla ribalta sui giornali locali con un altro "cavallo di battaglia tipico delle sinistre": la difesa del "presepe, dell'albero, degli addobbi con gli angioletti e con le stelle, la recita con le canzoni della tradizione". Nella scuola pubblica, ovviamente.
Può parlare liberamente e con cognizione di causa sia di droghe che di laicità, dice lei, perché é stata insegnante e conosce sia i (secondo lei) nefasti effetti della cannabis (dimenticandosi peraltro di citare i ben peggio effetti di alcool e nicotina, entrambi legali in Italia), sia come “funziona” la scuola.
Prodiga di fornire dati inconfutabili, nell'intervista è molto dettagliata nel descrivere come funziona la scuola pubblica.
Un posto dove "non mi sono mai posta il problema di come festeggiare il Natale a scuola" (un insegnante dovrebbe porsele queste importantissime domande), e soprattutto "Quando tornerò in classe, se qualcuno mi dovesse imporre di evitare le canzoni tradizionali del Natale o non mi permettesse di allestire presepe o albero a scuola, disubbidirei".
Il concetto dello stato laico, così come sancito dalla Costituzione Italiana, non la sfiora neanche. Il pensiero che uno stato dovrebbe accogliere tutti i bambini, e che forse ostentare nella res publica un insegnamento (che si fa anche con i presepi e gli angioletti, oltre che con l’ora di religione fin dall’asilo) di un determinato tipo non concorre certo all’integrazione, è un discorso per lei alieno.
Nel marasma seguito alla bufala del preside che ha vietato il presepe il PD tace. Sorride, ammicca ora l’una ora l’altra parte, ma non prende posizione. Come su gran parte dei temi etici, del resto. La senatrice ha deciso di non fare incontri pubblici fino a quando non saprà la posizione del suo partito riguardo la cannabis e, forse, avrebbe fatto bene ad aspettare anche sulla questione Natale nelle scuole.
E a rileggersi la Costituzione Italiana, cosa che le farebbe bene sia come Senatrice che come insegnante del XXI secolo.

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