LIS: promuovere non significa garantire

Il MoVimento 5 Stelle valuta ogni provvedimento in base agli effetti che esso produrrà e nell’interesse generale dei cittadini (i soli beneficiari del suo impegno) libero da interessi politici, coinvolgimenti economici con lobby o multinazionali, lobbisti e associazioni portatrici di interessi. Spesso alcune proposte di legge, nate da buoni intenti, finiscono nel momento in cui diventano leggi dello Stato, per essere improduttive di effetti e, in molti casi, addirittura controproducenti.

Il M5S non può avallare disegni di legge spot privi di contenuti.
È il caso del ddl 1019 presentato dalla Senatrice Favero ed altri: “Disposizioni per l’inclusione sociale delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche, per la rimozione delle barriere alla comprensione e alla comunicazione e per il riconoscimento della lingua dei segni italiana (LIS) e della LIS tattile”.

Purtroppo, questo disegno di legge, recentemente approvato al Senato e in attesa di essere discusso alla Camera, è nato con le migliori intenzioni, ma ha subito modifiche sostanziali durante il suo iter legislativo, che lo hanno reso di fatto improduttivo di effetti. Per ben tre volte il ddl è stato respinto dalla Ragioneria di Stato per mancanza di coperture (necessariamente devono essere verificate a ogni proposta di legge) tanto che, per poterlo presentare in aula, si è reso necessario modificarne, non solo il contenuto, ma anche il titolo.

Di fatto, modificando poche parole, apparentemente insignificanti, si passa dall’IMPEGNO A GARANTIRE al semplice PROMUOVERE. Potrebbero sembrare sinonimi, ma non lo sono, tanto che rendono la legge vuota dei contenuti.
Per mancanza di coperture questa proposta di legge demanda alle Regioni e agli Enti Locali l’onere di intervenire nell’attuazione della legge con finanziamenti propri, fondi che non sono attualmente disponibili, né facilmente reperibili.

Di fatto il ddl 1019, pur riconoscendo la Lingua Italiana dei Segni, che attendeva un provvedimento legislativo dal lontano 1988, non produrrà effetti.
A Cossato (BI) c’è un esempio, fiore all’occhiello a livello nazionale, di scuola LIS, la quale, pur essendo stata ufficialmente riconosciuta da qualche anno, ha estreme difficoltà nel reperire fondi per continuare l’attività, nonostante l’indubbio beneficio che garantisce ai bambini affetti da sordità.
Il ddl 1019 non garantirà la formazione adeguata di insegnanti di sostegno, non è previsto l’inserimento della LIS nei corsi universitari dedicati ai futuri insegnanti, e soprattutto non favorisce l’integrazione nel momento in cui questi ragazzi lasceranno la scuola per affrontare la vita e la quotidianità.

Infine il testo della proposta di legge non coinvolge il Ministro della Sanità, cosa essenziale per un’operazione da compiere in sinergia con le istituzioni nell’affrontare una tematica così seria e delicata.
In questo caso non si tratta di scegliere il “male minore”, riconoscendo almeno la LIS come minoranza linguistica, ma di opporsi a una legge che è stata resa inefficace, che non porterà benefici alle persone affette da sordità.
Di fronte a un problema che necessita sensibilità e attenzione come quello della disabilità uditiva, il MoVimento 5 Stelle, dopo la recente astensione in Senato, non potrà far altro che mantenere analogo comportamento al passaggio alla Camera.