Un approfondimento sull'erbicida "glifosate"

il neo-presidente SEAB Silvio Belletti si diceva sereno nell'utilzzare alcune tipologie di diserbante.
Abbiamo anche noi voluto rispondere sull'argomento "Glifosate", la nostra lettera inviata a Il Biellese il 21 e il 24 agosto non è ancora stata pubblicata
ma speriamo venga diffusa presto. Nel frattempo pubblichiamo la nostra lettera online.
Vorrei riaprire il discorso sul Roundup (glifosate) diffuso nella vostra rubrica, partendo dalle ultime considerazioni dei cittadini Maffeo e Scacchetti
e permettendomi di approfondirle.
Innanzitutto bisogna subito dire che se un prodotto, sia medicinale che fitosanitario, ha ricevuto l'approvazione dell'Asl, della comunità europea o di
qualunque altro organismo di controllo, purtroppo non c'è nessuna garanzia sulla sua innocuità per l'uomo o l'ambiente. Basti solo pensare alle
migliaia di farmaci che vengono immessi sul mercato ogni anno e che nel giro di alcuni anni vengono ritirati perchè si scoprono pieni di effetti indesiderati.
Un esempio lampante è l'Aulin commercializzato per più di vent'anni, prima che finalmente sia stato riconosciuto come cancerogeno e ritirato dal commercio.
Il primo problema in tutti questi casi è che la malattia si manifesta a 10/20/30 anni di distanza dall'esposizione/assunzione e quindi nessuno potrà mai
dimostrare che è stato proprio quel prodotto a provocare la sua specifica malattia e quindi poter fare causa alla compagnia farmaceutica o fitosanitaria
nel nostro caso. Il secondo problema è che gli organismi che approvano questi prodotti si basano sui test eseguiti dalle stesse aziende produttrici
(non su test eseguiti da organismi indipendenti) che spesso sono volontariamente truccati per favorire la commercializzazione del prodotto.
Il processo di omologazione dei prodotti chimici nella maggior parte dei Paesi sviluppati apre la strada a ogni tipo di abuso e frode a danno del consumatore.
Già la parola "prodotti fitosanitari" è una bella prodezza retorica che sostituisce il concetto di "killer" con l'eufemistico "cura medica".
Infatti i test sui prodotti vengono fatti sulla singola molecola, in questo caso il glifosate, dimenticando che la formulazione dell'erbicida comprende
almeno una decina di adiuvanti la cui composizione è spesso segreta per motivi di copyright. Infatti il glifosate da solo non è così tossico e non
servirebbe a nulla nel combattere le erbe infestanti se non fossero presenti molti altri prodotti nella formulazione dell'erbicida, semplicemente perchè
senza di questi non verrebbe assorbito dalle cellule della pianta.
Diversi studi hanno dimostrato che il Roundup innesca le prime fasi che portano al cancro. Questo perchè va a colpire il punto di controllo dei danni del DNA,
in pratica il corpo non è più in grado di distruggere o riparare le cellule che si sono moltiplicate con degli errori (ogni divisione cellulare dà normalmente
luogo a degli errori, fino a 50.000 per cellula, il nostro organismo sano è in grado di innescare un processo automatico di riparazione o di distruzione
delle cellule atipiche, proprio questo meccanismo è bloccato dagli erbicidi contenenti glifosate). Uno studio del 2001 pubblicato dall'Osservatorio
regionale della salute in Bretagna ha rivelato che il 95% dei campioni di acque prelevati nella regione presenta valori superiori alla soglia limite di 0,1
microgrammi/litro con punte di 3,4 microgrammi/l.
La Monsanto ha tenuto per anni nascosti i dati per cui dopo 28 giorni dal "trattamento" si ottiene un livello di degradazione biologica pari al solo 2%.
Per non meno di 15 giorni animali come cavalli, bovini, ovini, cani, gatti, tartarughe... non devono entrare nelle aree trattate e per ancora più tempo
si consiglia di non consumare frutti di alberi nelle cui vicinanze siano stati fatti trattamenti con il glifosate. Il professor Sèralini,
docente all'Università di Caen, membro della Commissione di ingegneria biomolecolare francese ha condotto numerosi esperimenti sul Roundup e spiega,
nel novembre 2006, che gli erbicidi a base di glifosate sono dei "killer di embrioni" e all'esposizione a questi prodotti è associato un rischio maggiore
di aborto tardivo. Altissime concentrazioni di erbicida sono inoltre state misurate nelle urine degli agricoltori degli USA nei giorni seguenti alle
irrorazioni nei campi.
Intossicarsi è quindi più facile di quanto si pensi. Il problema è che mentre le intossicazioni acute sono visibili perchè portano nell'immediato
a violente reazioni corporee le intossicazioni più blande sono di difficile individuazione e portano effetti a lungo termine molto preoccupanti.
Senza contare le implicazioni etiche nell'usare questo tipo di prodotti, ad esempio il glifosate è stato lanciato sul mercato dalla Monsanto, la stessa
multinazionale che inventò l'agente arancio per la guerra in Vietnam, erbicidi a base di diossina, l'ormone della crescita bovina e ora gli OGM,
ovviamente piante OGM selezionate per resistere meglio a forti dosi di glisofate, che ricordo rimane nella catena alimentare molto a lungo.
Quindi usando questo tipo di prodotti si finanzia questo tipo di imprese, a voi la scelta.
Anche sul pirodiserbo ci sarebbe molto da dire, sebbene non contenga agenti chimici che rimangono nell'ambiente (perchè si basa sull'introduzione di forte
calore nel terreno), va a minare seriamente la fertilità del suolo distruggendo tutti quei microorganismi benefici che migliorano la fertilità dei suoli
non trattati. La conseguenza sono forti apporti di fertilizzanti chimici per sopperire alla perdita di fertilità dei suoli, i quali finiscono comunque a
inquinare le falde acquifere diventando dei nitrati. Sicuramente il pirodiserbo è meglio dell'uso di qualunque erbicida, ma a pensarci bene se proprio si
devono estirpare queste "erbacce" (che spesso erbacce non sono) non converrebbe pagare degli operai per risolvere manualmente la questione dando lavoro
a delle persone del luogo invece di regalare i soldi alle multinazionali produttrici di erbicidi o a quelle che costruiscono attrezzature per il pirodiserbo?
Mi preoccupa perciò l'incompetenza in merito del Pres. Seab Belletti viste le cariche che ricopre, gradirei quindi che approfondisse la materia
per una maggiore tutela della salute dei cittadini.
Andrea Pagani - Associazione di volontariato Grilli biellesi

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