NO alla discarica d’amianto di Salussola

NO alla discarica d’amianto di Salussola
16 ottobre 2020 Maria Teresa Troietto

Tutelare gli abitanti e il territorio di Salussola dai pericoli connessi alla costruzione di una nuova discarica contenente amianto, facendo rispettare le regole della pianificazione territoriale. È questa la posizione dei componenti del Comitato “Salussola Ambiente è Futuro” esposta durante un’audizione in Commissione Ambiente, presieduta da Angelo Dago. Le preoccupazioni espresse dagli auditi riguardano il rischio che in provincia di Biella e precisamente in regione Brianco, nel comune di Salussola, sia realizzata una discarica dedicata a materiale da costruzione contenente cemento-amianto fra le risaie.
L’impianto, che secondo il progetto della società proponente dovrebbe estendersi su una superficie di circa 80mila mq, si collocherebbe su un suolo agricolo di pregio. Si tratta di un’area adiacente a zone di coltivazione del riso Dop di Baraggia biellese e vercellese, aree che il Piano paesaggistico regionale definisce ad elevato interesse agronomico e per le quali impone il vincolo di destinazione agricola, a meno che non sia dimostrata la non coltivabilità.
“La discarica inoltre non è sotterranea, cosa che sarebbe necessaria per minimizzare la dispersione di fibra di amianto, bensì di superficie, una collina di amianto alta 17 metri e con una profondità di scavo di 15″, spiega la presidente del Comitato, Simonetta Magnone. “La Regione ha individuato 600 siti in Piemonte idonei a ospitare una discarica di amianto, si tratta di cave e di miniere e Salussola non rientra fra questi”.
La discarica – secondo il comitato – insisterebbe su un’area che, secondo il Piano di tutela delle acque, è zona di ricarica di falda degli acquiferi profondi, utilizzati per il consumo umano. In aggiunta, il collegamento diretto fra falda superficiale e profonda rende il sito delicato perché l’acqua che qui si infiltra viene utilizzata a valle per l’approvvigionamento dei pozzi potabili. Nell’ottobre 2018 il progetto è stato bocciato per motivi di natura tecnica dalla Provincia di Biella. La società proponente ha così deciso di ricorrere al Tar Piemonte che ha accolto l’istanza per vizi della procedura. Ora il proponente ha ripresentato il progetto e a breve la Conferenza dei servizi dovrà esprimersi in merito.
“A dicembre rischiamo di veder approvata una discarica su un terreno che dovrebbe avere una tutela ben diversa, in quanto eccellenza agricola e simbolo del Piemonte anche all’estero”, ha aggiunto Carlo Zaccaria, presidente del Consorzio tutela della Dop Riso di Baraggia biellese e vercellese e componente del Comitato, mentre Marisa Turletti, imprenditrice agricola e componente del Comitato, ha sottolineato come la discarica metta a rischio la salute delle persone, la biodiversità del territorio e l’attività di numerose aziende.
Alla richiesta dei consiglieri Carlo Riva Vercellotti (Fi), Gianluca Gavazza (Lega) e Giorgio Bertola (M5s) di esporre il tipo di supporto richiesto, gli auditi hanno suggerito che il Consiglio regionale si faccia tramite affinché venga accertata la coerenza del progetto in questione con la pianificazione territoriale e in particolare con il Piano paesaggistico regionale.

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