Referendum: cosa voteranno poltronisti e assenteisti?

Referendum: cosa voteranno poltronisti e assenteisti?
29 agosto 2020 Maria Teresa Troietto

Il 20 e 21 settembre votiamo sì per tagliare 345 parlamentari. Sono tanti i motivi per dire sì a questa riforma. In Parlamento l’hanno votata tutti i partiti anche se ora qualcuno sta provando a far dimenticare in tutti i modi quel suo voto favorevole.

In questi primi giorni di campagna referendaria, tanti cittadini ci hanno detto chiaramente che non hanno alcuna intenzione di continuare a pagare gli stipendi di parlamentari assenteisti che non mettono quasi mai piede in Parlamento. Ed hanno pienamente ragione!

Purtroppo ci sono i parassiti della politica, quelli che entrano nelle Istituzioni e si dimenticano il motivo per cui sono stati eletti: lavorare in Parlamento. Partiamo da chi detiene il record assoluto, Michela Vittoria Brambilla, con il suo 98% di assenze. Contributo alla causa per il Paese? La conduzione di una trasmissione sugli animali sui canali Mediaset. È normale che una deputata della Repubblica non metta mai piede in Parlamento? Per noi no.

Segue in questa triste classifica il noto imprenditore berlusconiano Antonio Angelucci, 94% di assenze. Stipendio d’oro per fare cosa? Nulla. Una menzione particolare va a Vittorio Sgarbi: solo il 16% di presenze condite da sceneggiate senza precedenti alla Camera. Infine Giorgia Meloni, l’assenteista per eccellenza. Si distingue per il suo 70% di assenze, concentrato sulla sua becera propaganda sui social ed eterna campagna elettorale. Proposte serie per il Paese? Zero. Solo chiacchiere, attacchi senza senso al Governo, fake news puntualmente smentite dai fatti. Ma di lavorare in Parlamento non se ne parla!

Meno deputati e senatori significa anche più responsabilità e più controllo sul lavoro degli eletti da parte dei cittadini. Per il MoVimento 5 Stelle questo è un obiettivo importante, per ottenere un Parlamento efficiente, rapido e più vicino alle vere istanze degli italiani. Siamo convinti che 600 parlamentari siano più che sufficienti per fare gli interessi del Paese.

 

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